Una facciata durevole comincia dal supporto.
Su una facciata degradata non basta dare una nuova mano di colore. Prima si pulisce, si individuano i distacchi e si prepara un supporto solido; poi si applicano rasatura e finitura. Ecco il percorso, spiegato passo per passo.
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Sette passaggi per rifare bene una facciata.
Idrolavaggio controllato
Eseguiamo un lavaggio preliminare dell’intera facciata con acqua in pressione regolata in base alla tenuta dell’intonaco. Rimuoviamo polvere, smog e depositi accumulati negli anni. Se ci sono oli o grassi, la sola acqua fredda può non bastare: si valuta una pulizia mirata con detergente idoneo o acqua calda, seguita dal risciacquo.
Perché conta. Un fondo pulito permette ai prodotti successivi di aderire meglio.

Trattamento dove compaiono alghe e muffe
Quando necessario, dopo il lavaggio e l’asciugatura, trattiamo le zone interessate con un preparato igienizzante in soluzione acquosa ad alta penetrazione. Serve a contrastare i residui di alghe e muffe presenti sulle superfici murali. Modalità e tempi di attesa seguono il ciclo scelto e la scheda tecnica.
Perché conta. Le macchie biologiche non vanno semplicemente coperte con la pittura.

Bussatura e ripristino dell’intonaco
Con la bussatura, cioè una verifica per percussione, individuiamo le porzioni che suonano a vuoto o sono in fase di distacco. Rimuoviamo l’intonaco non aderente e ricostruiamo le toppe con una malta compatibile. I ripristini devono maturare prima delle fasi successive.
Perché conta. Una rasatura nuova non può tenere su un intonaco già staccato.

Fissativo sul supporto che sfarina
Se il fondo pulito è ancora coerente ma lascia polvere, applichiamo un primer acrilico all’acqua compatibile con la rasatura: fissa il polverino superficiale, uniforma l’assorbimento e favorisce l’adesione. La diluizione si decide sul supporto: per alcuni fondi da esterno può arrivare fino al 50% d’acqua, non è una dose fissa.
Perché conta. È un passaggio decisivo: se il fondo è debole, anche la rasatura può staccarsi. Un intonaco friabile in profondità va invece rimosso e rifatto.

Rasatura armata in due mani
Stendiamo una prima mano di rasante idoneo e inseriamo una rete in fibra di vetro resistente agli alcali nello strato ancora fresco. La seconda mano copre la rete e uniforma la superficie. La rete aiuta a distribuire le sollecitazioni superficiali; non sostituisce la riparazione di lesioni strutturali.
Perché conta. La facciata riceve una base più uniforme e resistente per la finitura.

Fondo prima della pittura
Quando la rasatura è asciutta e maturata, applichiamo un fissativo o primer compatibile con la finitura scelta. Uniforma l’assorbimento delle superfici e promuove l’adesione della pittura, riducendo il rischio di differenze visibili tra vecchio fondo e ripristini.
Perché conta. La pittura lavora meglio su una superficie preparata in modo omogeneo.

Pittura acril-silossanica
Completiamo il ciclo con una pittura acril-silossanica per esterni, applicata nelle mani previste dal sistema. La finitura aiuta a respingere la pioggia e lascia passare il vapore del supporto, proteggendo la facciata e mantenendo un aspetto uniforme. La scelta dipende dal supporto e dall’esposizione.
Perché conta. La finitura protegge il lavoro fatto sotto: non ne corregge i difetti.

Il ciclo va scritto, poi controllato in cantiere.
Il capitolato indica supporti, preparazione, prodotti per prestazione, tempi e controlli. In cantiere si verificano le fasi che verranno coperte dalla lavorazione successiva.
La tua facciata mostra distacchi, macchie o intonaci che sfarinano?
Partiamo da un sopralluogo e definiamo un ciclo di ripristino adatto alle condizioni reali dell’edificio.
Immagini illustrative delle lavorazioni; ogni ciclo va definito sul caso concreto.